• ASCESSO ANALE

    L'ascesso e la fistola anale rappresentano due diversi stadi di una unica patologia: mentre l'ascesso è un evento acuto, la fistola rappresenta una evoluzione cronica dell'ascesso ma entrambi sono sempre correlati.

    INDICE: 

    1. COS'E' L'ASCESSO ANORETTALE 

    2. LE CAUSE DELL'ASCESSO ANORETTALE

    3. CLASSIFICAZIONE DEGLI ASCESSI  

    4. I SINTOMI DELL'ASCESSO ANORETTALE 

    5. TRATTAMENTO DELL'ASCESSO ANORETTALE 

    6. INFORMAZIONI GENERALI DOPO INTERVENTO DI ASCESSO ANALE 

     

    1. COS'E' L'ASCESSO ANORETTALE

    E' una raccolta di Pus nella zona anale e nella parte finale del retto.
    A dispetto di quanto si pensava in passato, il corretto trattamento di queste patologie richiede da parte del chirurgo particolari abilità e conoscenze dettagliate dell'anatomia della zona anorettale.

    2. LE CAUSE DELL'ASCESSO ANORETTALE

    Il 90 % degli ascessi anorettali è causato da una infezione di piccole ghiandolette presenti all'interno del canale anale, una cosiddetta infezione criptoghiandolare...per spiegarmi meglio è simile a quanto avviene sulla pelle per le follicoliti, per i cosiddetti "peli incarniti", la ghiandola vicino al pelo si infetta, forma nei casi più semplici un "brufolo" ma nei casi più gravi un vero e proprio ascesso o foruncolo.
    Pensate che la stessa cosa si può formare all'interno dell'ano ma con una carica batterica molto maggiore, pertanto anche l'infezione è sicuramente più grave.

    Ci sono dei fattori predisponenti come la diarrea ed all'opposto le feci molto dure.
    Esistono comunque altre cause.
    Le più frequenti sono alcune malattie croniche intestinali come il Morbo di Crohn e la Rettocolite ulcerosa.
    Da non trascurare gli ascessi che sopraggiungono come sequela dopo interventi sulle emorroidi e ragadi e raramente anche per corpi estranei che penetrano nel canale anale, come spine e piccoli ossicini.

    Qualunque sia la causa, un ascesso anorettale proviene sempre dal retto o dall'ano , questa via di comunicazione si definisce FISTOLA.
    Pertanto dove c'è un ascesso c'è sempre una fistola.

    3. CLASSIFICAZIONE DEGLI ASCESSI 

    A seconda della sede si riconoscono vari ascessi, la cui conoscenza è importante per il trattamento.
    La sede più semplice e più frequente è la perianale, mentre le altre si distinguono per la posizione rispetto ai muscoli sfinteriali (muscoli importantissimi, ne abbiamo due, uno interno ed uno esterno, deputati a far trattenere le feci e l'aria).

    Quindi si riconoscono ascessi perianali, ischiorettali, intersfinterici e sopraelevatori.
    A volte si estendono da un lato a l'altro dell'ano, i cosiddetti ascessi a ferro di cavallo.

    4. I SINTOMI DELL'ASCESSO ANORETTALE

    I sintomi di un ascesso anorettale sono acutissimi con dolore, febbre, gonfiore e rossore. 
    Quando un paziente mi racconta che ha dolore nell'ano o intorno con febbre, sono quasi certo che ha un ascesso e non emorroidi con cui spesso viene confuso. In questi casi, i globuli bianchi sono molto alti. La visita con l'esplorazione rettale comunque toglie al chirurgo ogni dubbio.
    Spesso non è possibile neanche fare una anoscopia per il dolore acuto che provocherebbe. In rari casi può essere necessario una risonanza magnetica.

    5. TRATTAMENTO DELL'ASCESSO ANORETTALE 

    Come principio generale di ogni ascesso il trattamento consiste essenzialmente nella: incisione e nel drenaggio della raccolta di pus.
    L'intervento va eseguito il prima possibile per evitare che l'infezione si estenda.
    Il sollievo è immediato, dolore e febbre spariscono e le analisi ritornano nella norma.

    Gli ascessi più superficiali si drenano in anestesia locale e sedazione, mentre i più complessi e quelli a ferro di cavallo saranno trattati In anestesia spinale o generale.
    Generalmente si lascia un drenaggio che può andare da uno spezzone di un guanto sterile (il cosiddetto dito di guanto) ad un piccolo drenaggio tubulare ad una garza.
    Il periodo in cui va tenuto in sede il drenaggio varia a seconda dei casi ed a volte va sostituito dopo alcuni giorni.

    C'è un pò di controversia se trattare insieme ascesso e fistola o solo l'ascesso e successivamente la fistola.
    Personalmente dopo aver drenato l'ascesso inietto dell'acqua ossigenata con un colorante blu nella cavità, se lo vedo uscire dall'interno dell'ano o del retto, allora ho evidenziato la fistola e la tratto immediatamente.
    In questo modo riduco notevolmente la possibilità di recidiva dell'ascesso.
    Le medicazioni non sono più dolorose come un tempo perchè si è visto che non è necessario riempire la cavità residua completamente, basta mettere uno zaffetto che impedisca che si chiuda troppo presto la ferita.
    La ferita rimarrà aperta per un minimo di due settimane fino anche a due mesi con medicazioni inizialmente bisettimanali e poi settimanali.

    6. INFORMAZIONI POSTOPERATORIE DOPO INTERVENTO ASCESSO ANALE del Dott. Carlo Farina

    Dopo l’intervento la zona anale rimane indolore grazie ad una terapia antidolorifica a dosi ed orari fissi che si continuerà a domicilio e che permette una vita regolare.
    Probabilmente a livello della ferita è presente una garza o zaffo che le verrà sostituito durante le medicazioni ambulatoriali che inizialmente saranno bi- o tri- settimanali.
    Non sono medicazioni dolorose, le garze saranno distaccate delicatamente dopo averle bagnate.
    Anche la defecazione non è più un evento preoccupante, se non avviene spontaneamente entro 2 giorni, le verrà somministrato un blando lassativo.
    Potrebbe essere  accompagnata da sangue rosso vivo, misto a coaguli ed a perdita dello “zaffo”.
    Nessuna preoccupazione, basta lavarsi con abbondante acqua e betadine sapone oppure euclorina: 2 bustine sciolte nell’acqua del bidet, usando eventualmente guanti usa e getta.
    Ci penserà il chirurgo durante la medicazione successiva a riposizionarla.

    Nel caso sia presente il “setone” non ha bisogno di alcuna accortezza. Non rimanga a lungo seduto sul water e non usi carta igienica.
    Potrà essere utile usare il telefono della doccia per eliminare eventuali detriti. Eventualmente usi una “ciambella” per evitare di schiacciare la ferita da seduto.
    Il lavoro può essere ripreso tra la 5° e la 10° giornata dopo l’intervento.

    Nel periodo postoperatorio potra’ svolgere una vita regolare evitando lunghi viaggi in macchina per sette giorni, la bicicletta e la motocicletta per almeno 2 settimane. Dovrà favorire una alimentazione ricca di fibre ed eliminare alcool, caffè, cioccolata, spezie e cibi piccanti.
    Consigliamo per i primi 7-10  giorni di applicare una pomata analgesica prima e dopo la defecazione.

    Dopo l’intervento potrà osservare una delle seguenti situazioni:

    • Dolore, bruciore anale e rettale, specialmente se non segue la terapia analgesica ad orario.

    • Perdite di sangue rosse o rosa poi giallastre, di lieve entità, anche maleodoranti, che perdurano fintanto che non sia completamente cicatrizzata l’ultima  incisione ( 1-3 mesi). Sono consigliabili frequenti lavaggi con acqua. E’ utile l’uso di assorbenti.

    • Irritazione della cute intorno all’ano che appare arrossata e che causa prurito e bruciore. E’  causato dalle perdite o dall’uso di garze ed assorbenti o dalle pomate locali . Si tratta con creme protettive.

    • Difficoltà temporanea a contenere i gas. E’ causato dalla dilatazione delle fibre muscolari dell’ano e scompare in circa 1 settimana.

    • Febbre ( fino a 38°C ) nei primi giorni dopo l’intervento.

    Tali situazioni sono normali e previste e non devono destare alcuna preoccupazione, altrimenti dovrà avvisare prontamente l’équipe chirurgica.

     

     



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